Necessario investire ancora di più sul porto per rilanciare l’occupazione in città. Ghiozzi (Lega): “Subito la Darsena Europa. Le riparazioni navali devono diventare il fulcro: rilanciare il bacino in muratura in questa unica direzione”

LIVORNO. Tappa al porto di Livorno: il camper della Lega con il candidato al Consiglio Comunale Carlo Ghiozzi oggi si è spostato sul luogo simbolo della città, traino della nostra economia. La Lega si batte per lo sviluppo industriale strettamente connesso con questa infrastruttura, che è e rimane la più importante della Regione Toscana. “La politica Firenze-centrica attuata dal PD in tutti questi anni – afferma Ghiozzi - e un’attenzione spesso superficiale e tardiva, hanno dato un colpo pesante al nostro porto che nel tempo non solo si è visto ridurre legittime ambizioni ma soprattutto ha perso posizioni e terreno nella classifica degli scali più importanti del paese. Per la propria posizione strategica all’interno del Mediterraneo, il porto di Livorno dovrebbe invece essere fulcro fondamentale della navigazione tra il Medio Oriente, Nord Africa e il Nord Europa. E’ necessario dunque finirla di ciurlare nel manico e realizzare al più presto la Darsena Europa: fino ad oggi infatti ci sono stati troppi rinvii ingiustificati. I precedenti governi di centro-sinistra, la Regione Toscana a trazione Rossi e l’Amministrazione locale pentastellata in particolare, hanno perso solo tempo senza concretizzare niente. Alla luce dei vari progetti, non è pensabile neanche realizzare la forma “soft” di questa infrastruttura. E’ invece necessario sviluppare il più possibile la Darsena per rendere quello di Livorno il porto più importante del Mediterraneo. Solo così potremmo sviluppare economia e posti di lavoro, rilanciando la nostra città in quel contesto internazionale che si merita”. Il porto è la nostra principale industria, il nostro segno distintivo che potrebbe far recuperare benessere e lavoro per la nostra città.
“In quest’ottica – ha continuato Carlo Ghiozzi - è necessario anche far ripartire il bacino in muratura a servizio delle riparazioni navali. Le navi nel Mediterraneo devono trovare in questo contesto un porto sicuro per poter continuare ad affrontare la propria navigazione, intervenendo in modo concreto e rapido su eventuali migliorie da apportare durante il tragitto e non solo. La competenza dei nostri riparatori è rinomata a livello internazionale e deve trovare sbocco sviluppando così ulteriori posti lavoro legati anche all’indotto. Basta perdite di tempo, basta con la perdita di know-how, basta con l’emorragia di posti di lavoro”.

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